LO SCENARIO ATTUALE

L’igiene delle mani rappresenta la più semplice ed efficace procedura per la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) e per il controllo dell’antibiotico-resistenza (AMR). Tuttavia, numerose rilevazioni hanno messo in evidenza come la media del consumo di soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani all’interno delle strutture sanitarie in Italia sia di soli 15 ml per paziente al giorno, al di sotto del minimo raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (20 ml per paziente al giorno).  L’igiene delle mani deve pertanto essere ancora considerata una priorità in sanità.

“Questi dati allarmanti – ha dichiarato Filippo Azzali, coordinatore nazionale di Joint Commission Italian Network – sono uno dei motivi che ci ha spinto a portare avanti un progetto di benchmark tra le organizzazioni aderenti al Network. Attraverso un protocollo condiviso da tutti i membri, a partire dal 2017, è stato realizzato uno strumento con lo scopo di definire e costruire processi di miglioramento dei livelli di compliance fondati su dati reali. Caratteristica essenziale di questo strumento, il suo essere costruito su dati robusti, sia intra sia interaziendali.”


IL PROTOCOLLO

I dati rilevati dalle singole organizzazioni che hanno aderito al progetto sono stati raccolti anonimamente utilizzando l’Observation Form redatto dal WHO che identifica i 5 momenti per il lavaggio delle mani. La raccolta dei dati è avvenuta su 15 organizzazioni nel 2017, su 12 nel 2018 e su 16 nel 2019, attraverso osservazioni sul campo. Il campione minimo di osservazioni per ogni organizzazione è stato di almeno 210 al mese per tutta la durata della sperimentazione. La successiva analisi, al momento realizzata sui dati 2017 e 2018 da un team di esperti, ha approfondito:

  •  Il livello di compliance delle singole organizzazioni rispetto la media delle altre organizzazioni che hanno preso parte alla sperimentazione;
  • Il livello di compliance di un’organizzazione rispetto a sé stessa con riferimento al periodo precedente (2018 vs 2017);
  • Il livello di compliance rispetto alle figure professionali identificate (sia a livello di singola organizzazione sia a livello di intero campione);
  • Il livello di compliance rispetto all’area dell’organizzazione entro la quale sono state effettuate le rilevazioni (sia a livello di singola organizzazione sia a livello di intero campione);
  • Il livello di compliance rispetto ai 5 momenti di igiene delle mani così come identificati dal WHO (sia a livello di singola organizzazione sia a livello di intero campione).

Alla luce di quanto emerso, ciascuna struttura potrà studiare progetti da mettere in atto nel prossimo futuro per migliorare la propria compliance.


I PRIMI RISULTATI 

ANNI 2017-2018

La compliance delle figure professionali

Il lavoro sull’ Hand Hygiene e i primi risultati dell’analisi dei dati sono stati presentati lo scorso novembre, nell’ambito del 14° Forum Risk Management in sanità.

Secondo l’OMS la compliance minima verso l’igiene delle mani dei professionisti sanitari dovrebbe superare l’80% per mettere in sicurezza i pazienti.

I primi risultati dimostrano che l’obiettivo non è ancora stato raggiunto e che ci sono dei margini di miglioramento.

In due anni abbiamo raccolto quasi 64.468 osservazioni relative a varie figure professionali: 28.755 infermieri, 17.801 medici, 9.449 OSS, 1.933 tecnici, 1.445 ausiliari e 1.088 terapisti, più 3.997 figure non ben definite.

Tra tutti, gli OSS sono quelli con la più alta compliance, pari all’80% già nel 2017. I medici sono invece quelli con la più bassa percentuale di compliance, pari al 64.1% nel 2017, restata quasi invariata anche nel 2018 (64.4%).

Mettendo a confronto le compliance del 2017 con quelle del 2018 si possono osservare dei miglioramenti in tutte le categorie, tranne quella degli ausiliari che ha invece subito un peggioramento, dal 80.7% al 74.7%. La compliance complessiva è passata invece dal 75,8% al 78.3%.

La compliance nei vari setting assistenziali

Gli stessi dati possono essere però analizzati considerando le diverse Aree ospedaliere. In questo senso, l’analisi ha rilevato che le sale operatorie sono quelle con la minore compliance, pari al 64.9% nel 2017 salita poi al 79% nel 2018. Pronto Soccorso e Ambulatori/Day Hospital sono invece le aree con la compliance più alta: nel primo caso pari a 80.4% nel 2017 e 83.8% nel 2018, e nel secondo a 79.3% nel 2017 e 81.8% nel 2018. Interessante osservare che la compliance è migliorata tra i due anni anche nelle degenze, dove è passata dal 77.4% del 2017 al 82.7% dell’anno successivo.

Questi primi dati evidenziano come l’applicazione di alcune attenzioni e procedure possa incidere positivamente sull’agire dei professionisti che entrano in contatto con i pazienti.

Di certo, i dati raccolti presentano una situazione difforme all’interno delle singole organizzazioni con livelli di compliance diversi, ma rappresentano una base di partenza e di confronto per migliorarsi.

 

Consulta i risultati dell’analisi 2017 – 2018


ANNO 2019

La compliance delle figure professionali

Nel 2019 sono state raccolte 26.288 osservazioni relative alle diverse figure professionali coinvolte nel processo: 12.128 infermieri, 6.578 medici, 3.942 OSS, 550 tecnici, 723 ausiliari e 643 terapisti, 1724 di altre figure (specializzandi, studenti, educatori, dietisti, famigliari etc..).

Nell’anno, gli infermieri sono quelli con la più alta compliance, pari al 77%, mentre i tecnici registrano la compliance più bassa, pari al 60%; la compliance dei medici si attesta al 64%.

Il trend 2019 vs 2018 è in netto peggioramento: La compliance complessiva passa 78.3% al 71%

La compliance nei vari setting assistenziali

Come per gli anni precedenti, i dati oltre che per figure professionali possono essere analizzati per setting di assistenza. La minore compliance si rileva nelle aree delle sale operatorie in cui il personale non è “necessariamente” pulito (recovery room, accettazione etc..), pari al 66% in netta contrazione rispetto al 79% del 2018. Ambulatori/Day Hospital si confermano le aree con la compliance più alta pari al 75% se pur in peggioramento rispetto all’ 83.8% del 2018. Anche le degenze riducono nel biennio la compliance passando dall’82.7% del 208 al 70% del 2019.

 

I dati raccolti negli anni presentano sicuramente una situazione difforme all’interno delle singole organizzazioni, che registrano anche in termini di trend livelli di compliance diversi; sono comunque una buona base di partenza e di confronto per migliorare sia a livello di singoli che di sistema.

Il peggioramento nel tempo dei livelli di compliance di HandHygiene – che risulta a tutt’oggi tra le più efficaci per la contrazione delle infezioni e dei contagi – rende evidente che sia assolutamente necessario migliorare e continuare a monitorare ed attuare tale prassi: l’esperienza del Covid -19 di questi mesi molto probabilmente aiuterà tutte le organizzazioni ad essere più in compliance con il lavaggio delle mani.


Il PROGETTO HAND HYGIENE COME OPPORTUNITA’ DI MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’

La possibilità di analizzare i dati in relazione alla figura professionale, all’area clinica di riferimento, al momento, dà l’opportunità all’organizzazione di mettere in atto azioni correttive specifiche anche con la possibilità di comparare le proprie performance con quelle delle altre strutture.

Il progetto Hand Hygiene è la testimonianza di come misurare e confrontarsi siano elementi che “ripagano” gli investimenti di ciascuna organizzazione. Nasce dall’idea che solo grazie al confronto delle buone prassi e alla misurazione dei risultati le nostre strutture sanitarie possono realmente migliorarsi e garantire processi di cura più sicuri ed efficaci. Consentire alle organizzazioni di confrontarsi su temi così importanti e discutere insieme su come migliorare è un obiettivo sfidante. La sfida più difficile è certamente mettere a sistema i processi di miglioramento delle organizzazioni, indagandone i fattori critici di successo (sia a livello di comportamenti organizzativi, sia di prassi e processi clinici) per permettere di raggiungere un livello di replicabilità e generare una maggiore cultura della sicurezza e qualità delle cure. Tutto ciò tenendo ovviamente conto delle peculiarità delle singole organizzazioni.

Vuoi partecipare al progetto Hand Hygiene? Iscrivi la tua organizzazione al Network 2020!